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Il primo giorno di scuola media

 

Scuola media

Che siate ragazzi o genitori, fatevi una bella risata con questa frase di Charlie Brown, preparatevi serenamente a un momento importante, informatevi ma poi distraetevi e lasciate che la natura faccia il suo corso: “Questo preoccuparmi troppo della scuola non fa altro che preoccuparmi… Persino le mie ansie hanno l’ansia…” in Charles M. Schulz, I Peanuts, 1950/2000

Il passaggio dalle scuole elementari alle medie è sia per i genitori che per i ragazzi un momento importante per la vita scolastica e non: si passa da un contesto quasi familiare, quello della scuola primaria, all’interno del quale il bambino ha trascorso 5 anni cruciali per la sua evoluzione, ad un ambiente nuovo, molto più improntato alla didattica e all’apprendimento. Ma cambiare è anche bello, stimolante per il ragazzino/a, si apre un nuovo orizzonte, prepariamoci ad apprezzare ciò che di buono si prospetta e ad affrontare le differenti difficoltà da superare. Siamo in un momento di transizione importante nella vita dei figli, è adesso che si compie il passaggio dall’infanzia alla pubertà. Il tempo è trascorso il bambino/a non è più tale, i genitori non sono più quegli eroi infallibili da riempire di baci, questa è una nuova avventura. Se la vivrete informati, ma con il buon senso che la vita ci regala, senza troppi condizionamenti e da abili osservatori, sempre presenti “a richiesta” (e sottolineo a richiesta) andrà tutto per il meglio. I figli si adattano benissimo alle nuove situazioni, i genitori un po’ di meno…

Per i genitori:

Come detto sopra, il bambino esce da un ambiente scolastico molto familiare, caratterizzato da un rapporto diretto con un numero ristretto di maestre, con le quali c’è un grado di confidenza molto alto, visto che queste lo hanno affiancato per 5 anni nella sua evoluzione. Lo hanno accompagnato nello sviluppo del linguaggio e della personalità, fornendogli le conoscenze di base per intraprendere un percorso molto lungo di conoscenza. Da adesso in poi l’approccio allo studio sarà molto diverso: a parte il cambiamento di ambiente e di compagni, il rapporto con gli insegnanti non sarà altrettanto diretto (normalmente i professori gestiscono molte più classi e il loro rapporto con gli alunni tende ad essere meno familiare), e sarà molto più legato all’apprendimento. Di conseguenza, anche terminologia e linguaggio saranno meno confidenziali, sia nella didattica che nei rapporti personali: anche dover dare del “lei” agli insegnanti è un piccolo cambiamento importante. L’organizzazione della vita dello studente cambia radicalmente: orari più rigidi, necessità di organizzare tempi e modi dello studio a casa, testi scolastici più tecnici ed astratti. Tutto ciò implica una necessità di maggiore autonomia da parte dello studente, che dovrà imparare ad organizzarsi e cavarsela da solo molto più spesso di prima.

I ragazzi potrebbero manifestare ansia già durante l’estate, per l’idea di abbandonare i compagni e una scuola che vedono come una seconda casa, per andare verso qualcosa di ignoto: “Mi troverò bene con i nuovi compagni? E con gli insegnanti? E la scuola come sarà?”. Per evitare ansie e timori, i genitori dovrebbero cercare di trasmettere entusiasmo nei confronti del cambiamento. Alcuni accorgimenti utili:

  • parlare in modo costruttivo del futuro;

  • ascoltare i dubbi e le paure del bambino e prospettare soluzioni insieme;

  • aiutare il bambino ad essere più autonomo, fissando a poco a poco obiettivi raggiungibili;

  • incoraggiarlo a socializzare con i nuovi compagni fin da subito: fare i compiti o andare a scuola insieme, o attraverso attività extra-scolastiche, sportive o di altro tipo;

  • interessarsi giorno dopo giorno dell’apprendimento, non pressandolo appena esce da scuola, ma rendendosi disponibili ad ascoltarlo, mostrandosi presenti

  • stabilire con gli insegnanti un rapporto prima possibile, mostrandosi collaborativi e pronti ad ascoltare anche il loro punto di vista

Da parte dei genitori, non esiste un approccio corretto ed uno sbagliato nei confronti del passaggio alla scuola media: si può preferire un passaggio graduale ed equilibrato, magari perché si vede il figlio ancora come un bambino da proteggere almeno i primi tempi, oppure preferire il contrasto per responsabilizzarlo da subito, dimostrandosi comunque sempre presenti quando serve. A 10-11 anni i ragazzi hanno bisogni ed esigenze diverse, così come diverse sono le capacità di adattamento ed apprendimento: sta ai genitori ed agli insegnanti interpretarli e guidarli verso un passaggio il più agevole possibile, senza negare problemi e disagi, ma mostrandosi sempre al loro fianco. Stanno crescendo ma anche se non desiderano farlo vedere, hanno sempre molto bisogno della figura genitoriale al loro fianco.

Per i ragazzi:

Le vacanze stanno per finire, e l’inizio di una nuova avventura in nuova scuola è dietro le porte.  “Come saranno i miei nuovi compagni? Come mi troverò con i nuovi insegnanti, dopo 5 anni con le vecchie care maestre? Dove mi siederò?”: molti dubbi in testa, un po’ di paura, ma così va la vita, e le cose si affrontano un po’ per volta. Non fatevi nella mente immagini catastrofiche, o viceversa, da film, è un cambiamento da affrorntare e la parola chiave è positività.

Compagni vecchi e nuovi

Gli amici che dopo 5 anni non avrò più in classe non li perderò: li potrò comunque frequentare fuori dalla scuola, e sarà bello incontrarne di nuovi. Alla fine è proprio a scuola che trascorriamo una buona parte della giornata e quindi avrò modo di fare moltissime amicizie! Come faccio a fare amicizia? Per prima cosa cercherò di non stare soltanto insieme ai vecchi amici delle elementari che avrò con me nella mia stessa classe: magari come compagno di banco avrò un vecchio amico, ma insieme cercheremo di fare qualcosa con gli altri da subito, come andare all’esplorazione di tutti gli angoli della scuola durante la ricreazione!

Professori

Non avrò più le vecchie maestre che mi conoscono fin da quando ero piccolo: i nuovi professori li conoscerò poco a poco. So che alle medie bisogna comportarsi più seriamente: dovrò abituarmi a dare loro del “lei”, a meno che non mi venga detto che non serve. Così come alle elementari, lo scopo degli insegnanti è farmi imparare bene la loro materia, anche se non potranno seguirmi in ogni momento e, soprattutto nei compiti a casa, dovrò essere bravo anche a cavarmela da solo. Se qualche volta sarò in difficoltà, chiederò un aiuto a qualche compagno, ai miei genitori o, alla lezione, al professore stesso: lui è là per quello, e non devo vergognarmi a chiedere spiegazioni su qualcosa che non ho capito o non sono riuscito a fare. Non dovrò avere paura ad alzare la mano per chiedere, ma dovrò imparare ad aspettare che chi sta parlando in quel momento (professore o compagno) finisca il suo discorso prima che io possa iniziare a parlare.

Compiti

Oltre ad imparare a studiare da solo, dovrò cercare di essere concentrato: niente TV, PC o videogiochi mentre faccio i compiti. Se sarò bravo a fare tutto bene senza perdere tempo, mi resteranno molte ore per uscire o giocare. Quindi, mi darò da fare presto, per togliermi il pensiero fino al giorno dopo. Alle elementari non l’ho mai fatto, ma visto che dovrò studiare di più e memorizzare più cose, ripeterò le cose a voce alta a me stesso o ai miei genitori: mi aiuterà a tenere meglio in mente quello che studio. Troverò il metodo di studio più adatto per me e questo mi faciliterà parecchio.

 Vestiti

Finalmente abbandonerò il vecchio grembiule delle elementari e posso vestirmi come voglio! Sì, ma come? Che impressione fare al primo giorno di scuola? Per prima cosa devo vestire comodo, in modo da sentirmi il più possibile a mio agio, e con uno stile che rispecchia i miei gusti. La prima impressione non è tutto ma comunque conta, quindi non voglio sfigurare ma nemmeno dare troppo nell’occhio, anche perché in questi 3 anni so che insegnanti e compagni avranno modo di farsi un’idea su di me al di là di quello che indosso. Se poi i miei mi regaleranno qualcosa di nuovo per il mio primo giorno, se mi piacerà, lo indosserò volentieri!

Cosa portare con me?

Anche se non so bene cosa faremo l primo giorno in classe, porterò comunque con me diario, penne, quaderni, matite e gomma. Un quaderno lo userò per la brutta copia, perché voglio tenere ordinato quello di bella copia: metterò sempre la data e scriverò meglio che posso. Voglio far vedere che sono pronto ad iniziare da subito!

Zaino

Il primo giorno avrò poche cose, ma pian piano dovrò appuntarmi sul diario le cose da portare ogni giorno: cercherò di non portare più del necessario per non arrivare a scuola appesantito e stanco come dopo un allenamento palestra… il mio sport quotidiano non voglio certo che sia “trasporto di pesi nello zaino”, ma qualcosa di più divertente da fare al pomeriggio fuori dalla scuola! Per alcuni il problema è stato superato all’origine, con un bell’Ipad niente libri pesanti, cosa ne penseranno i genitori, questa è un’altra storia…

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